Mani arabe sul Monte Titano

di Marcello Bussi e Andrea Montanari:

Dapprima il Qatar. Poi gli Emirati Arabi Uniti. Il mondo arabo ha messo gli occhi sul traballante sistema bancario di San Marino. L’antica Repubblica non è più quell’isola felice degli anni 80-90. Al punto che l’ex Segretario di Stato, Iro Belluzzi, lo aveva pubblicamente denunciato lo scorso 19 aprile in Consiglio Grande e Generale. «Per ricapitalizzare il sistema bancario saranno necessari 5-600 milioni di euro». Dichiarazione mai smentita dal governo del Monte Titano che già deve far fronte alla tegola dei non perfoming loan (quasi 2 miliardi di euro) che affliggono le banche locali.

Come porre rimedio a questa crisi che sta portando, per la prima volta nella storia, a una uscita di capitali dalla Repubblica? Una prima soluzione può essere la vendita di uno degli istituti più in difficoltà, ovvero il Credito Industriale Sammarinese. La banca che fa riferimento di fatto all’immobiliarista e costruttore Marino Grandoni (la catena di controllo parte dalla lussemburghese Leiton Holding e arriva a Banca Partners spa) potrebbe presto passare di mano. Perché, secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza in ambienti politici e istituzionali, lo scorso weekend si sarebbe giunti all’atto finale della trattativa. La controparte è rappresentata dagli Emirati Arabi Uniti.

 

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Marcello Bussi e Andrea Montanari, MF 27 giugno 2017

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