L’IMPIANTO EOLICO POGGIO TRE VESCOVI: IL PROFITTOI DI POCHI A DISCAPITO DEL TERRITORIO E DELLA COLLETTIVITA’.

Riceviamo e pubblichiamo

 

Dopo anni e dibattiti  e progetti si apprende che ancora non c’erano le perizie geologiche ed idrogeologiche. Ora l’Autorità di Bacino le ha richieste ma non si sa dove e quando sono state fatte.

In questi giorni l’Autorità Di Bacino Interregionale Marecchia-Conca incontrerà la Geo Italia, reiterante il progetto dell’impianto eolico Poggio Tre Vescovi in seguito al ricorso accolto dal TAR del Lazio dopo la bocciatura avvenuta nel 2012.

Nelle scorse settimane abbiamo appreso che finalmente per questo progetto è stato richiesta una perizia tecnica sullo stato del terreno la dove dovrebbero  essere rette le 27 pale che misurano 180 metri ( il doppio del grattacielo di rimini 3 volte la torre di Pisa) .

Al di la dello sgomento di apprendere che dopo più di 5 anni dal primo progetto, ancora  mancavano queste informazioni tecniche in un area che notoriamente è nota per le frane e smottamenti di grandi dimensioni (  quella di Casteldelci è la più importante degli ultimi anni di tutta l’Emilia Romagna e, nel versante di  Rofelle   in seguito ad una frana qualche decennio fa si è creato sul Marecchia un lago artificiale), ad oggi nulla sappiamo sugli accertamenti “invasivi” che la committente doveva fare per presentare una perizia tecnica all‘ Autorità di Bacino.

Quali dati verranno presentati?

Dove sono stati fatti i prelievi?

Gli enti territoriali, le ex Comunità Montane, le Unioni dei Comuni e la Guardia Forestale che cosa sanno in merito? Hanno vigilato?  Hanno istruito le pratiche e seguito quale protocollo?

Dato che si sta decidendo il  futuro di 3 vallate, la Valmarecchia, la Valtiberina e la Valle del Savio,  non credete sia il caso di rendere pubblico il tutto?

Sarebbe auspicabile che le amministrazioni, a prescindere,  dovrebbero a loro volta fare accertamenti tecnici sullo stato idrogeologico del terreno dato che la collettività non avrà nessun vantaggio dalla costruzione di questo mega impianto eolico sul crinale perché nonostante il  “chiacchiericcio”  le Royalties  per i Comuni sono proibite per legge.

Questa  vicenda che non è stata mai chiara fin dall’inizio, la maggior parte dell’ impianto incide sui terreni della famiglia dell’allora Sindaco di Badia Tedalda, la  Società proponente era stata costruita ad hoc e dopo la prima bocciatura è  in liquidazione Volontaria, il capitale Sociale è di solo   100.000€ e il socio tedesco, insieme al coordinatore hanno ancora dei pending  con la Falk Renovable  per un  simile impianto eolico in Sardegna cedutogli  dopo aver ottenuto (anche qui in seguito al ricorso al TAR) , l’autorizzazione alla costruzione. Tralasciando le “pressioni inappropriate” denunciate dal Sindaco di Casteldelci a delle emittenti locali nel mese di marzo 2016 e la costituzione di uno schieramento pro.

I cittadini si aspettano risposte e chiarezza perché non abbandonano l’idea di vivere in uno stato di diritto e non comprendono perché ad oggi, senza vantaggi per la collettività, si debba distruggere uno sviluppo possibile per le nostre Valli legato alla valorizzazione storica, ambientale e agricola mettendoci  in mano ad  una Società ( che esiste solo per sede legale) che  fa profitti sulla cessione a multinazionali di progetti approvati.

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